Chi sono

Buongiorno,

sono Ginevra Migliori e mi piace presentarmi scrivendovi che sono:

una donna: questa premessa che pare ovvia di prima istanza è invece il motore del mio percorso personale nella mia professione, in quanto, come tante donne, ho dovuto fare il triplo degli sforzi per poter raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissato.

un medico appassionato del suo lavoro che oltre ad amare la medicina ha trovato la sua missione nel rendere le donne felici grazie al suo lavoro.
Credo davvero che l’essere definita medico delle donne sia la definizione che mi inorgoglisce di più. Ripensando infatti alla mia storia mi rendo conto una volta di più che ho fatto un percorso di vita e professionale che mi ha portato a rispecchiarmi moltissimo in questa definizione.

Riavvolgendo il nastro dal principio, io nasco a Massa circa 40 anni fa da una famiglia benestante e quindi di fatto sono stata cresciuta figlia unica con l’abitudine ad avere tutto ciò che volevo, finché da adulta ho dovuto giustamente scoprire che la vita ha dinamiche diverse.

Sono dunque cresciuta sotto l’ala protettrice dei miei genitori ed in particolar modo di mia madre Giovanna, lei ha per natura uno spirito molto protettivo da chioccia e mi ha sempre non solo accompagnata ma direi più supportata totalmente nel mio cammino.

Essendo lei un insegnate di lettere, mi ha educato al valore dello studio e della formazione in generale, mentre mio padre è sempre stato un uomo di una grande sensibilità. Oltre ad una profonda conoscenza scientifica che mi ha sinceramente ispirato, mio padre è stato davvero un esempio per la sua dedizione a svolgere alla perfezione i suoi impegni.

La mia famiglia è poi fatta in primis da mio figlio Justin, 9 anni, un bambino affettuoso e molto sensibile, non volenteroso e diligente a scuola com’ero io, ma capace spesso di stupirmi con le sue riflessioni facendomi capire che ora sta crescendo in fretta. L’altra persona che riempie il mio cuore è Piero, mio marito. È stato un grande amore partito in maniera travolgente sin dall’inizio e un’emozione continua.

Vorrei raccontare ora il come e il perché io sia diventata un medico, ed in particolare un medico estetico per le donne.

Ad essere onesta non ricordo neanche da bambina la prima volta in cui alla domanda cosa vuoi fare da grande ho risposto, fiduciosa e fiera, la dottoressa come mio nonno. A pensarci ora forse fin da subito, dai 4-5 anni, quell’età in cui qualcuno ci proietta in un futuro che giustamente appartiene più ai sogni che ad una ipotetica pianificazione. In realtà infatti, a parte la passione per il ballo e per la danza classica in particolare, che ho coltivato fino all’adolescenza, posso affermare che in questo non ho avuto mai esitazioni o dubbi di sorta, ho sempre voluto essere un medico.

Ricordo bene la deferenza genuina che quel buon uomo di mio nonno seppe conquistarsi spontaneamente in una vita spesa per i suoi pazienti.

Ecco forse questo è stato il primo fattore che mi ha condizionato sin da bambina nel votarmi a seguire le sue orme.

Lui medico di base con il peso sociale che avevano all’epoca i medici di base, in un’epoca molto diversa da oggi fatta di molteplici specialisti, era il primo e quasi unico riferimento medico dei suoi pazienti, era di fatto un’autentica autorità. Sicuramente a ripensarci ora, la sua figura e soprattutto il suo carisma sono stati decisivi come arma seduttiva inconscia che ha segnato le mie successive scelte di studi e di professione.

Il fatto che abbia deciso di dedicarmi nella mia professione solo alle donne ha a che fare soprattutto con il mio passato ed in particolare con due esperienze di vita vissuta, una da paziente, l’altra da medico.

Da paziente: Quando sono diventata adolescente il mio seno era cresciuto gravemente deformato. E’ stato uno dei periodi più brutti della mia vita. Evitavo di spogliarmi, evitavo di mettermi in costume, evitavo di stare con la schiena dritta, evitavo persino di guardarmi allo specchio…evitavo tutte quelle situazioni in cui c’era il rischio che qualcuno si accorgesse di questa deformità… avevo il terrore di essere derisa da tutti….

Ma nel buio e nello sconforto della mia adolescenza ho avuto la fortuna di avere dei genitori straordinari che mi hanno permesso di farmi operare e mi hanno dato tutto il loro sostegno. Ho sofferto moltissimo per quest’intervento. Ti parlo di oltre 20 anni fa – si usava una tecnica molto invasiva, che mi ha procurato molto dolore e molto disagio per quasi 2 mesi. Eppure, lo rifarei anche domani.

Ecco perché ho scelto di dedicarmi alla medicina e chirurgia estetica: perché io stessa ho provato sulla mia pelle cosa significa avere un difetto fisico grave e dover convivere ogni giorno della propria vita con questa condanna.

Inoltre e non marginale, ho provato io stessa anche la gioia indescrivibile che prova il brutto anatroccolo deriso dagli altri ed infelice del proprio aspetto quando diventa un magnifico cigno.

Da medico: Quando ero specializzanda in chirurgia plastica ho lavorato per parecchio tempo dal prof. Veronesi all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Ho assistito, curato e operato centinaia di donne mutilate dal cancro al seno. Ho vissuto con loro la sofferenza, la mortificazione, la paura di non farcela…e ho sentito il bisogno di aiutarle e dare il massimo per alleviare le loro pene e riportare il sorriso e la gioia di vivere sui loro volti.

Questo è ciò che mi ha fatto amare il mio lavoro dal profondo del cuore, perché da quel momento ho scelto di continuare ad aiutare le donne a conquistare la felicità e a sentirsi in perfetta armonia con sé stesse e con gli altri.

Vorrei ora descrivervi l’evoluzione ultima del mio percorso professionale, infatti potrei ora essere definita come un chirurgo pentito… Permettetemi di spiegarlo.

Io sono effettivamente medico con la specializzazione in chirurgia plastica ed estetica ma 17 anni fa ho deciso di cambiare radicalmente, specializzandomi prima con gli studi poi con le attrezzature nella medicina estetica non invasiva.

Ancora oggi la maggioranza della popolazione crede che la medicina estetica la facesse solo il chirurgo, ma non è così. Devi infatti sapere che da pochi anni esiste la professione del medico estetico basato su una medicina estetica non invasiva, ma è comprensibile che non sia noto perché è una nuova categoria di professionisti e onestamente siamo in pochi ancora a farla, soprattutto se consideriamo solo i medici realmente specializzati che hanno competenze e macchinari di altissimo livello.

La medicina estetica in Italia viene fatta in larga parte da medici che fanno medicina estetica senza le dovute competenze,

questo perché la legge italiana a differenza di quella americana non legifera una specializzazione da conseguire oltre a quella della chirurgia plastica. Oggi ci sono tantissimi medici di base, dermatologi, dentisti e ginecologi che praticano medicina estetica solo per cogliere un’opportunità di business senza però aver fatto degli studi approfonditi in materia.

Diversamente da loro io ho voluto fare un percorso di studi mirato, infatti dopo il percorso classico per diventare chirurgo e aver praticato la professione per anni, quando ho deciso di essere davvero un chirurgo pentito ho passato mesi in America a studiare, fare pratica per poi tornare.

L ’ho fatto con soggiorni all’inizio più lunghi, poi sempre meno una volta presa confidenza con le tecniche nuove, tornavo e finito di studiare mettevo in prativa questa disciplina. Ho passato così due anni, è stata dura, ma mi ha reso il medico che sono oggi e ne vado davvero fiera.

Sono andata là ogni volta che potevo, ti confesso che almeno una volta all’anno ci torno per aggiornarmi, questo perché già anni fa prima di decidermi al cambio di professione, in un soggiorno di studio negli Stati Uniti avevo visto che il loro presente e futuro in ambito medicina estetica non era la chirurgia, ma un insieme di tecniche e macchinari specifici che davano un risultato migliore e più efficace della chirurgia stessa, senza però i rischi e i disagi che questa comporta.

In Italia, il medico estetico visto dallo sguardo di un chirurgo è colui che fa le “punturine”, pensano infatti che solo la chirurgia risolva davvero i problemi. Posso invece garantire che non è così, a parte un mastoplatica o interventi analoghi dove la chirurgia è imprescindibile,

oggi la medicina non invasiva dà risultati efficaci quanto la chirurgia, anzi in molti casi superiori, e lo fa senza che la paziente sia costretta a rischiare o a patire forti disagi post operatori.

Bisogna solo sapere a chi affidarsi perché, come scrivevo prima, in giro ci sono molti medici dichiarati estetici che non conoscono davvero la medicina estetica.

Lavoro quotidianamente con grande passione per far emergere questa nuova categoria di medico, perché le donne quando entrano in studio da me vogliono poter ringiovanire, ma solo mantenendo il loro aspetto e non mutando la loro fisionomia. Questo obiettivo è più facilmente raggiungibile dalla medicina estetica non invasiva che dalla chirurgia, per questo sono fiera della mia autodefinizione di chirurgo pentito.

Ho deciso dunque di dedicare tutti i miei studi e più in generale i miei sforzi e la mia passione alle donne, perché, per l’appunto, essendolo io stessa, mi rendo conto che ci sono delle sfumature sulla nostra personalità, diciamo pure anche dei dubbi o delle paure, che un uomo non può facilmente comprendere, figurarsi poi se ragioniamo in tema di bellezza e relativi canoni.

In effetti, per quanto evoluto e sensibile, un medico estetico uomo non può normalmente cogliere le sfumature psicologiche che ci invadono quando entriamo in uno studio medico a chiedere per esempio un “ritocchino”.

Quella richiesta il medico estetico la dovrebbe scandagliare come farebbe un sottomarino militare, per capire davvero che cosa ci sta chiedendo la nostra paziente e soprattutto prendersi la responsabilità di fare una valutazione complessiva delle effettive esigenze della paziente e non soddisfare, come spesso accade, la mera richiesta come se dovesse mettere un timbro in stile impiegato della banca.

Diversamente da quello che percepisce la media dell’universo maschile, noi donne siamo spesso all’ apparenza più fragili, ma questa apparente fragilità è in realtà spesso la nostra complessità che affiora e che si manifesta in tante situazioni, una di queste è sicuramente quando parliamo della nostra bellezza!

Questa presa di coscienza è stato uno dei fattori principali che ha ispirato la mia scelta di votarmi nella professione al solo mondo femminile, lavorando per diventare uno dei migliori medici in tutti i trattamenti che riguardassero le donne.

Aiutare le mie pazienti a renderle sicure ed entusiaste mi rende davvero felice e appaga tutti gli sforzi che necessita il mio lavoro per svolgerlo al meglio.

Ringraziandovi dell’attenzione riservatami, porgo cordiali saluti,

Ginevra Migliori

IL MIO CURRICULUM VITAE